Neteb, la principessa del Nilo

«… Ramses II costruì un tempio scavato nella roccia, opera eterna per la prima regina Nefertari amata da Mut in Nubia per sempre e in eterno… Nefertari colei per la quale il Sole splende…»

Questo citano le iscrizioni geroglifiche intagliate nella roccia che contorna le statue reali ornanti il tempio di Abu Simbel, in Nubia. L’enorme monumento fu eretto da Ramses II, il faraone che resse le sorti dell’Egitto durante il Nuovo Regno per ben 67 anni, dal 1279 al 1212 a.C.. Ramses II fu legato a Nefertari, la prima sposa reale, la regina dell’amore. Era bellissima, la potente Nefertari, la bella fra le belle: alta, sottile con lunghi e lucidi capelli neri. E bellissima era la sorella della Regina dell’Amore, Neteb – Principessa del Nilo che nel 1275 a.C. fu l’unica ragazza ad essere ammessa alla Casa della Vita, una scuola dedicata a pochi privilegiati seguiti dal Sacerdote Setne. In quel periodo la vivace e dolcissima Neteb intreccia una profonda amicizia con il suo compagno di giochi Merempah, figlio di un funzionario del faraone, destinato a diventare un valoroso soldato. È il periodo del “Nuovo Regno” dell’Egitto, l’Impero è ricco, florido, prospero, ma un male oscuro incombe: il sacerdote Reshep trama alle spalle di Ramses II, sotto la guida del perfido dio Seth, colui nel quale si credevano fossero personificati gli elementi indomabili e ribelli della natura. Il sole sorge lentamente dalle colline orientali e valica il fiume: la scontro sta per iniziare. La giovane Neteb e il suo compagno si troveranno ad affrontare un nemico grande, imprevedibile, perfido e violento ma troveranno in loro stessi la chiave per combatterlo.