Forza Sugar Anni 80

Forza Sugar-cartoni animati

Il piccolo Sugar (Genki Horiguchi nella versione originale), 5 anni e orfano della mamma (morta di parto), vive con il papà pugile ex-professionista: in passato era stato campione dei pesi piuma, ma poi s’era ritirato alla nascita di Sugar. La loro non è certo una vita di agi e ricchezze, ma rimane pur sempre dignitosissima e segnata da un affetto profondo.

Dopo una lunga assenza dalla scena della boxe Peter “Pugno d’acciaio” Pepper (questo il nome del padre di Sugar, in originale Hideki “Shark” Horiguchi) decide d’affrontare per il suo ritorno sul ring un avversario diciassettenne molto forte: a seguito di quest’incontro, debilitato dall’inedia dovuta ad una dieta ferrea condotta per rientrare nella categoria di peso propria e da condizioni di vita non certo ideali, rimane sconfitto oltre che ferito gravemente.

La disfatta sembra segnare definitivamente la fine della carriera di Peter Pepper; ma egli decide invece di continuare gli allenamenti per un ritorno in grande stile come sfidante della stella emergente della boxe Kenji Seki (Kenny Seki in originale). L’incontro, combattuto stoicamente da Pepper, lo vede però sconfitto gravemente e costretto ad un ricovero in ospedale.

Avendo però promesso al suo bambino di portarlo in ogni caso alla fine dell’incontro al luna park, abbandona il letto d’ospedale ed accompagna il figlioletto al parco nonostante le sue condizioni davvero precarie; egli muore difatti in maniera molto drammatica, seduto sulla panchina del parco, accanto al figlio. La violenza dei colpi inferti da Seki, che presto diverrà campione indiscusso della categoria ne avevano intaccato irrimediabilmente la salute e l’integrità fisica. Il piccolo Sugar perdona Kenji Seki riconoscendogli il merito di aver battuto il padre in un incontro che lui stesso definisce leale, ma da quel momento, nonostante l’ancor tenera età, decide di intraprendere la carriera pugilistica con l’unico scopo di coronare il sogno del genitore scomparso e diventare campione del mondo.

Frattanto, essendo rimasto orfano, viene adottato dai nonni materni, dove cresce curato dall’affetto premuroso dell’anziana coppia, che cerca però di dissuaderlo -invano- dal seguire le orme del padre (che loro non hanno mai realmente accettato, essendo stati subito contrari a concedergli in sposa la loro unica figlia della cui morte, oltre che di una esistenza disagiata, incolpavano proprio il padre di Sugar, e la sua ondivaga carriera da pugile). Per cui Sugar sceglie di allenarsi lontano dalla vista dei nonni, di nascosto. Intanto frequenta anche con profitto la scuola.

Indossando i guantoni che furono di suo padre inizia così gli esercizi, prima da solo, poi sotto la guida attenta del signor Mishima, ex promessa della boxe, poi guardia personale di un capo della yakuza (ha sulle spalle un enorme tatuaggio che lo testimonia e che al tempo stesso gli impedisce di risalire sul ring) ed ora finito in una piccola palestra di periferia dove passa le giornate tracannando alcol.

A far conoscere i due era stata la maestra di Sugar, la signorina Ashika (Yuko Ashikawa nella versione giapponese) la quale un tempo era stata proprio la fidanzata di Mishima (da lei ancora segretamente amato senza venire però, almeno apertamente, contraccambiata) ed alla quale Sugar si affeziona in maniera particolare. Il signor Mishima poi, dopo aver iniziato a riaffacciarsi alla vita allenando Sugar, viene prima arrestato per poi morire di tisi poco dopo.

Sugar quindi, si trasferirà a Tokyo, al fine di mantenere la promessa fatta sulla tomba del padre di entrare nel mondo del pugilato professionistico. La serie non traspone fino alla fine il manga da cui è tratto (per l’esattezza, copre solo 1/3 dell’opera da cui si ispira) per cui il finale rimane in sospeso.

fonte;wiky

This entry was posted in Cartoni Animati anni 70-80-90-2000, Cartoni Animati Maschili and tagged , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>